MEMORIAL LAURA 18 – 21 LUGLIO 2025
Cara Laura,
Maurilio mi ha chiesto di dire qualche parola per ricordarti. Ho pensato fino all’ultimo di farlo a braccio, come sono abituato a fare, ma poi, considerato che appartengo a quella categoria di persone alle quali viene da commuoversi per molto meno di ricorrenze come questa, ho pensato fosse meglio fissare quello che mi sentivo di dirti e leggerlo. Se la richiesta di ricordarti mi è parsa subito scontata, il raduno è per te e dedicato a te, meno scontato mi è parso il fatto che dovessi essere io a farlo.
Orso quale so di essere, non sono certo la persona alla quale tu ti sia maggiormente confidata e rivelata, non posso certo dire di averti conosciuta bene; probabilmente, anche qui, tra le tue amiche, i tuoi amici, i tuoi parenti, c’è chi saprebbe raccontarti molto meglio di me e con maggior cognizione. Racconterò pertanto solo una piccola parte di te, la tua superficie, ma non è cosa da poco, quello cioè che mi è apparso evidente ogni qual volta ti ho incontrata e questo è avvenuto spesso perché eri diventata parte integrante e insostituibile del gruppo. Come arrivavi, trasmettevi subito la felicità di essere tra noi, di essere a quel raduno, di essere tra amici. Il tuo costante sorriso era gioia di vivere e positività, una forza, questa certamente non superficiale, che penso t’abbia sostenuta durante la malattia, che t’abbia portata a credere fermamente, non a sperare, che il male che t’aveva colpita fosse solo un incidente di percorso che avresti avuto la forza di superarlo e che avresti vinto tu. Così non è stato, ma così mi hanno fatto credere le tue parole quando mi hai scritto prima di lasciarci; certi nemici, purtroppo, usano armi subdole e vili e non hanno rispetto per chi ha coraggio.
Mi colpiva sempre cara Laura l’affiatamento che avevi con Mauri, sempre insieme, sempre uniti, una bella coppia insomma. Difficile trovare una foto in cui foste soli, foto in cui spiccava anche quella tua straordinaria fotogenia, mai una smorfia, una boccaccia, uno sguardo stralunato che insidiano spesso, nel mio caso sempre, i ritratti di molti. Che invidia accidenti! sempre meglio dell’originale e, anche questa, anche se involontaria, è stata una tua virtù e i nostri book fotografici ne soffriranno.
E ora permettimi Laura e permettimi anche tu Maurilio, sono certo che non ne avrete a male, di ricordare oggi anche Gianni, Carla e Chicco che insieme a te, impietosi, hanno scandito in rapida sequenza un incredibile e tragico 2024 e ancora prima di voi il caro Roberto.
Inutile che lo neghi, da allora ad ogni raduno mi sembra che manchi qualcosa, mi sembra che manchino dei pezzi e mi sforzo, senza grandi risultati, di sentirvi ancora tutti vicini e presenti come una volta.
Diversi anni fa, leggendo quel meraviglioso libro che è Cent’anni di Solitudine di Gabriel Marquez, mi si stampò nella mente una frase che credetemi, da quando ci avete lasciato mi torna costantemente in mente. In quel caso nel libro, si parla di un treno perennemente in viaggio, ma le stesse parole, adattate ai nostri incontri mi fanno credere che siate effettivamente sempre con noi, regolarmente iscritti ad ogni appuntamento, perché prima di andarvene, come dice quella frase, “avete acquistato un biglietto eterno per tutti i raduni che non smetteremo mai di organizzare”.
Grazie Laura per essere stata tra noi e grazie a te Maurilio per l’opportunità che ci hai dato, con questo incontro, di ricordare. Grazie perché so che non ti è costato poco.
